La Nuova Venezia Martedì 20 Dicembre 2011
Fuoco amico contro Carpinetti
Mira al voto. Una parte del Pd stronca la ricandidatura del sindaco uscente
MIRA - Sempre più contestata la ricandidatura a sindaco di Michele Carpinetti. Il nuovo attacco frontale è il fuoco amico del Pd, in particolare di Antonio Gottardo, ex assessore di Mira e membro della segreteria regionale, e di Matteo Celegato, membro invece della segreteria provinciale. I due hanno presentato un documento molto critico alla segreteria comunale del partito.
«Sono trascorsi quasi cinque anni da quando l’amministrazione Carpinetti - scrivono Gottardo e Celegato - ha iniziato il suo lavoro. Le aspettative erano molte. Purtroppo, oggi dobbiamo constatare che queste sono state deluse. La candidatura di Michele Carpinetti era stata sostenuta per riproporre e rafforzare il ruolo di traino del Comune di Mira in Riviera del Brenta e nell’area centrale della nostra Provincia. Si pensava che il sindaco potesse diventare punto di riferimento e leader riconosciuto per i comuni della Riviera del Brenta e del Miranese. Un interlocutore autorevole sia dal punto di vista della personalità, che dell’elaborazione programmatica in grado di interloquire con gli enti sovracomunali da una posizione di forza. Registriamo che questa ambizione non solo non si è realizzata, ma si è fatto un bel passo indietro».
Gottardo e Celegato non risparmiano critiche politiche all’operato del sindaco in carica, e le loro parole suonano come una bocciatura. «A questa amministrazione, nel 2007,- spiegano - è stata consegnata una maggioranza che avrebbe garantito un governo stabile e coeso. Scelte politicamente sbagliate da parte del sindaco come l’allontanamento del vice sindaco Paolino D’Anna, e un’incapacità di condividere decisioni con il gruppo consiliare del Pd le hanno prodotto uno sfaldamento continuo della maggioranza, oggi ridotta a minoranza, costringendola per sopravvivere a ricorrere al voto del centrodestra».
L’atteggiamento del sindaco per i due esponenti Pd ha deteriorato soprattutto nelle grandi scelte del territorio come il Pat e iI polo logistico di Dogaletto (a cui sono contrari) i rapporti con la cittadinanza, «per questo sono sorti comitati e associazioni contro». «Solo con un atteggiamento politico nuovo - concludono i due - saremo in grado, come Pd, di rilanciare la nostra azione sul territorio».(a.ab.)