La Nuova Venezia 31/01/2012 

Alfeo Babato

Una nuova cultura di governo anche per Mira

Parliamo di bilancio del Comune di Mira. La previsione per l’anno 2011 elenca le seguenti cifre: un’entrata generale al netto delle partite di giro di euro 23.248.626,44; dovuta ad entrate di parte corrente di euro 17.920.001,64; entrate conto capitale di euro 5.328.624,80; un’uscita generale di euro 23.248.626,44 dovuta ad uscite di parte corrente di euro 17.921.001,64 e spese di investimento di euro 5.327.624,80. L’ indebitamento è di euro 21.000.000 per circa 1.000.000 di euro di oneri finanziari all’anno.

Come si vede le spese di parte corrente assorbono gran parte delle risorse finanziarie del bilancio. Al capitolo degli investimenti sono riservate cifre “modeste” anche in relazione al vincolo del patto di stabilità che frena l’eccesso di indebitamento. Per l’anno 2012 è prevista una spesa di euro 5.300.000 e per l’anno 2013 euro 2.900.000 secondo quanto contenuto nel programma triennale delle opere pubbliche 2011/2013 approvato dal consiglio comunale.

E’ evidente che ogni eventuale ulteriore intervento sul territorio per avviare finalmente la riqualificazione di Mira, necessità per la sua realizzazione di un incremento delle somme messe a disposizione degli investimenti. Stante la crisi finanziaria del paese il Comune di Mira, alla stregua di tutti gli altri comuni italiani, dovrà reperire risorse proprie in quanto i trasferimenti da parte di Regione e Stato saranno sempre meno. Per fare ciò è necessario intervenire sia sul lato delle entrate sia sul versante delle uscite del bilancio toccando la parte corrente senza aumentare la pressione fiscale.

Suggerisco alcuni sintetici esempi. Miglior sfruttamento delle proprietà comunali valutandone sia l’utilizzo che la vendita; maggiori entrate combattendo l’evasione e l’elusione fiscale delle tasse comunali; controllo degli aventi diritto all’assistenza ed alle agevolazioni sui servizi comunali; individuazione dei compiti essenziali del comune liberando i settori nei quali la presenza del comune non è essenziale ma crea sprechi, inefficienze e corruzione; riduzione dell’outsourcing e delle consulenze con trasferimento dei compiti al personale dipendente; revisione generalizzata delle fonti di spesa. E via di questo passo.

C’è bisogno quindi di una nuova cultura di governo. Sono inoltre convinto che i cittadini siano in grado, se chiamati a farlo, di gestire in forma gratuita tantissimi piccoli interventi a favore della comunità secondo il principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 118 della Costituzione Italiana. Penso alla gestione della biblioteca, alla gestione del verde, alle piccole manutenzioni scolastiche, al doposcuola, ecc, ecc, ecc. con ciò liberando risorse che potrebbero essere messe a disposizione per i meno abbienti

Ci vogliono però, ed insisto sull’argomento fino all’esasperazione, idee nuove, aria nuova. I vecchi dirigenti amministrativi non sono in grado, a mio avviso, di sintonizzarsi sul nuovo. Soltanto l’avvento di una nuova classe politica può puntare al rinnovamento di Mira. Sono ovviamente consapevole che il programma elettorale dei candidati sindaci alle prossime elezioni di Mira difficilmente non potrà non contenere un elenco di promesse. Spero comunque che prima o poi si avveri l’auspicio con il quale ho aperto la mia riflessione

01/31/12 at 12:07pm
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