Primarie del centrosinistra: una “gara” aperta, a Marcon, come a Mirano e a Mira

Corriere del Veneto 7 febbraio 2012

La sorpresa Marcon agita le primarie «Voglia di cambiare»

Mognato: ora lavoriamo tutti assieme

Prime primarie del centrosinistra e prima sorpresa. A Marcon vince Andrea Follini, il candidato di Idv, Sel, Rifondazione e Socialisti. E lo sconfitto è Guido Scroccaro, esponente del Partito democratico. Ora tutti a dire che il risultato è nell’ordine delle cose in democrazia. In realtà la sorpresa c’è, eccome. Non a caso lo sguardo verso le prossime elezioni primarie (Mirano domenica prossima, Mira entro il 20 marzo) si fa più vivo. Già, perché se nella «tranquilla» Marcon, con due candidati-amici il centrosinistra è riuscito a «sorprendere», che cosa succederà in piazze decisamente più calde come Mirano e Mira?

«Ogni elezione primaria fa storia a sé  -  taglia corto il segretario provinciale del Pd Michele Mognato  -  al di là del singolo vincitore io credo che a Marcon il dato più importante sia quello della partecipazione: 1267 votanti in un paese di 15mila abitanti è un dato da tenere in considerazione». Sta di fatto però che l’uomo del Pd ha perso: «Evidentemente l’elettorato ha riconosciuto in Follini l’uomo giusto per guidare il centrosinistra a Marcon, sta ora alla sua intelligenza guidare l’intera squadra», chiude Mognato. 

Un lavoro, quello dell’attuale assessore ai Lavori pubblici, che dovrà tenere conto anche dei democratici, sebbene usciti sconfitti: «Non c’è ombra di dubbio che il centrosinistra dovrà essere compatto. Qual è stata la chiave del mio successo? Forse una “campagna” costruita in modo nuovo, più accattivante e soprattutto più partecipata. Il Pd, ma questa è una mia impressione  -  prosegue Follini  -  è forse apparso più lontano dagli elettori, dal territorio».

Chi esce vittorioso dalla domenica elettorale di Marcon e guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti nei quali il centrosinistra si confronterà è Diego Gallo, segretario provinciale dell’Idv:

«Il successo di Follini è un risultato assolutamente prevedibile in democrazia, credo che il Pd abbia sottovalutato il processo partecipativo portato invece avanti con grande caparbietà dal nostro candidato. Dopo dieci anni di amministrazione con lo stesso sindaco ha prevalso la voglia di un nuovo inizio. I Democratici hanno traccheggiato troppo, e un certo spirito di autosufficienza abbiamo visto che non paga». Ma il «bello» forse deve ancora venire. Domenica prossima a Mirano si scontrano in cinque: «A me piace molto la sfida di Mirano  -  dice Gallo  -  un confronto aperto che si deciderà all’ultimo voto. Quello che continuo a non comprendere, e non credo di essere l’unico, è il quadro di Mira: perché diavolo bisogna cambiare il sindaco ogni 5 anni? Per le correnti interne al Pd, mi si dice sempre. Mah, questa volta ne presentano addirittura due. Senza fare sintesi…».

Massimiliano Cortivo

02/07/12 at 11:45am
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