Il Gazzettino 8 febbraio 2012
L’Udc “Non faremo da ruota di scorta”
Verso le elezioni. Il coordinatore provinciale Scalabrin prende le distanze dal Pd dopo le Primarie di Marcon
«Non faremo da ruota di scorta a nessuno». A due giorni dalle Primarie di Marcon, che hanno visto il successo del candidato di Idv, Socialisti e Sel a scapito dell’esponente proposto dal Pd, il coordinatore provinciale dell’Udc Luca Scalabrin lancia un messaggio chiaro. Se il dialogo con gli altri partiti è necessario, alla vigilia della prossima tornata amministrativa con undici Comuni al voto, non c’è ancora nulla di scontato. Soprattutto dopo quanto avvenuto a Marcon.
«Abbiamo sempre sostenuto che quello delle Primarie per noi non è uno strumento valido - attacca Scalabrin - Voglio capire cosa deciderà di fare il Pd a Marcon, dopo la sconfitta del proprio candidato. E vorrei capire che senso abbia presentare due candidati dello stesso partito alle Primarie di Mira».
I problemi insomma non mancano, nel centrosinistra che pensava di poter replicare in provincia la formula sperimentata a Venezia. Scalabrin non usa giri di parole: «L’ideologia è un problema relativo, quando si ragiona di elezioni nei Comuni piccoli. Da parte nostra non ci sono preclusioni, ma tendenzialmente è difficile pensare di lavorare con la sinistra estrema».
Ovvero con lo scenario che si potrebbe presentare a Marcon. E se è vero che ogni Comune è un caso a sè, l’Udc non apre al momento disposta a firmare cambiali in bianco. «I sondaggi ci danno in crescita in tutto il Veneto - aggiunge Scalabrin - Per questo dovremo fare le nostre valutazioni. A Marcon prima di tutto bisogna vedere se il Pd sosterrà il vincitore delle Primarie e quale programma presenterà».
Ma la situazione, appunto, non è diversa a Mira, dove i candidati democratici sono due:
«Stanno sbagliando tutto - sbotta Scalabrin - la situazione è spiacevole e governare sarà un problema serio. Per questo preferiamo rimanere al di fuori e capire che cosa succede: del resto, non mi sembra che il centrodestra stia meglio, con il Pdl diviso in almeno tre correnti, con una minoranza che sembra appoggiare il sindaco uscente».
Più definito il quadro a Mirano, anche se il centrosinistra si presenta con cinque candidati per quattro partiti. «Qui il quadro è meno complesso - conclude Scalabrin - Noi siamo disponibili al dialogo, anche se mi sembra possibile confrontarci se dovesse prevalere un candidato di estrema sinistra».
Alberto Francesconi